Il credito d'imposta per la quotazione delle PMI premia le piccole e medie imprese che affrontano il percorso di ammissione in un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione (MTF) dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, come Euronext Growth Milan. È rivolto alle PMI che, sostenute le spese di consulenza legate alla quotazione, ottengono effettivamente l'ammissione entro l'anno. L'agevolazione copre i costi di consulenza finalizzati alla quotazione: advisory finanziaria e due diligence, predisposizione del documento di ammissione e del prospetto, attività legali, fiscali e contrattualistiche, collocamento presso gli investitori e comunicazione finanziaria. Il beneficio è un credito d'imposta pari al 50% dei costi ammissibili, fino a un massimo di 500.000 euro per impresa. La dotazione per il 2026 è di 3 milioni di euro. La domanda si presenta via PEC al MIMIT nella finestra tra il 1° ottobre 2026 e il 31 marzo 2027, dopo aver ottenuto la quotazione nel 2026; se le richieste superano le risorse disponibili, il Ministero riduce proporzionalmente la percentuale spettante. Il credito si utilizza in compensazione tramite modello F24. È un'opportunità preziosa per le PMI strutturate che valutano l'apertura del capitale al mercato: abbatte in modo significativo il costo, spesso rilevante, dei consulenti che accompagnano l'IPO, rendendo il progetto di quotazione più sostenibile e liberando risorse per la crescita.
Il credito d'imposta per la quotazione delle PMI è un'agevolazione del MIMIT che rimborsa il 50% dei costi di consulenza sostenuti per l'ammissione a un mercato regolamentato o MTF dell'UE o del SEE, fino a un massimo di 500.000 euro per impresa. È rivolto alle piccole e medie imprese che completano la quotazione nel 2026 e vogliono abbattere il costo, spesso rilevante, dei consulenti che accompagnano l'IPO.
Il bando si rivolge alle PMI definite secondo la Raccomandazione europea 2003/361/CE. I parametri dimensionali richiesti sono i seguenti:
L'impresa deve essere regolarmente costituita e iscritta al Registro delle imprese italiano, e non deve trovarsi in stato di difficoltà ai sensi del Regolamento UE 651/2014.
Sul fronte settoriale, il decreto non prevede esclusioni: sono ammesse imprese di tutti i settori, inclusa la produzione primaria di prodotti agricoli. Non si applica la consueta esclusione dei settori dell'Allegato I del TFUE, poiché il decreto la deroga esplicitamente.
Un elemento pratico da tenere presente riguarda la forma giuridica: l'ammissione a mercati regolamentati e MTF è strutturalmente accessibile alle società per azioni (SpA) e alle società in accomandita per azioni (SapA). Le SRL possono accedervi, ma di norma previa trasformazione in SpA. Il decreto non restringe formalmente la forma giuridica, ma il requisito sostanziale della quotazione orienta di fatto la platea verso le società con capitale azionario.
L'agevolazione è un credito d'imposta pari al 50% delle spese di consulenza ammissibili, nel limite massimo di 500.000 euro per beneficiario.
Le tipologie di spesa coperte comprendono:
Il regime di riferimento è il GBER (Regolamento UE 651/2014), articolo 18, che disciplina gli aiuti alle PMI per servizi di consulenza. Questo significa che il beneficio è cumulabile con altre agevolazioni nei limiti previsti dal regime, senza essere soggetto al più restrittivo tetto de minimis.
La dotazione annua per il 2026 è di 3 milioni di euro. Se le richieste complessive superano la disponibilità, il MIMIT riduce la percentuale riconosciuta proporzionalmente tra tutti i richiedenti (riparto pro-quota, art. 6 c. 3 del decreto). Non esiste una graduatoria di merito né un ordine cronologico: conta il totale delle domande ammissibili ricevute nella finestra.
Il credito si utilizza in compensazione tramite modello F24.
La procedura è interamente documentale e si svolge via PEC al MIMIT (Direzione Generale Politica Industriale).
Il percorso operativo prevede questi passaggi:
Un'avvertenza importante: al momento della pubblicazione di questo articolo, il provvedimento direttoriale operativo specifico per il 2026 non risulta ancora pubblicato sul sito del MIMIT. La finestra e la dotazione sono confermate dalla normativa vigente, ma è opportuno monitorare l'uscita del provvedimento attuativo prima di definire la pianificazione operativa. Il team di RATIO Advisory tiene sotto osservazione l'evoluzione normativa e può avvisarti non appena il bando diventa pienamente operativo.
I costi di quotazione su mercati come Euronext Growth Milan sono significativi: l'advisory finanziaria, il legale, la due diligence e la comunicazione possono rappresentare una voce di spesa rilevante che molte PMI faticano ad assorbire senza intaccare le risorse destinate alla crescita. Recuperare il 50% di quei costi tramite credito d'imposta cambia concretamente la sostenibilità del progetto.
Il limite critico è la dotazione: 3 milioni di euro sono pochi rispetto al numero potenziale di imprese che si quoteranno nel 2026. Il meccanismo di riparto proporzionale significa che più domande arrivano, minore è la percentuale effettiva riconosciuta a ciascuno. Non esiste un vantaggio a presentare la domanda prima degli altri nella finestra, ma è essenziale arrivare preparati: documentazione completa, spese tracciate, forma giuridica adeguata. Chi si fa trovare impreparato lascia soldi sul tavolo.
Sì. Il decreto ammette l'ammissione a qualsiasi mercato regolamentato o sistema multilaterale di negoziazione (MTF) dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, non solo ai mercati italiani. Euronext Growth Milan è l'esempio più comune per le PMI italiane, ma la norma è esplicitamente più ampia.
Il MIMIT applica un riparto proporzionale: la percentuale del 50% viene ridotta nella stessa misura in cui le richieste aggregate superano la dotazione disponibile. Non c'è una graduatoria di merito, né viene favorito chi presenta prima. Tutti i richiedenti ammissibili ricevono la stessa percentuale ridotta. Per questo è fondamentale monitorare il provvedimento direttoriale operativo e presentare una domanda tecnicamente ineccepibile.
Il regime GBER art. 18 consente la cumulabilità con altre misure di aiuto nel rispetto dei massimali di intensità previsti dalla normativa europea. Non si applica il tetto de minimis, che è più restrittivo. La verifica puntuale della cumulabilità dipende dalle caratteristiche specifiche degli altri incentivi attivati: è un aspetto che RATIO Advisory analizza caso per caso nell'ambito della valutazione complessiva del piano di finanza agevolata.
Verificare l'ammissibilità, raccogliere correttamente la documentazione e monitorare il provvedimento direttoriale operativo richiede competenza e tempismo. RATIO Advisory supporta le PMI in tutto il percorso: dall'analisi preliminare della posizione aziendale alla presentazione dell'istanza, fino all'utilizzo del credito in F24.
Se stai valutando una quotazione o hai già avviato il percorso, non aspettare l'ultimo momento utile.
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