La misura «Diffusione e rafforzamento dell'economia sociale» del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sostiene gli investimenti delle imprese dell'economia sociale: imprese sociali iscritte al Registro, cooperative sociali e loro consorzi (L. 381/1991), cooperative con qualifica ONLUS e imprese culturali e creative. Finanzia programmi di investimento tra 100.000 e 10 milioni di euro finalizzati a occupazione di persone svantaggiate, inclusione sociale, tutela ambientale o valorizzazione di beni storico-culturali. Sono ammesse spese per immobili e opere edili, macchinari e attrezzature, programmi informatici, brevetti e licenze, suolo aziendale e servizi professionali. L'agevolazione è «mista»: un finanziamento agevolato allo 0,5% annuo (durata fino a 15 anni, preammortamento fino a 4) che copre gran parte delle spese, affiancato da un finanziamento bancario e da un contributo a fondo perduto dal 5% al 20% a seconda della dimensione dell'impresa e della zona (aree ex art. 107.3 TFUE). La copertura complessiva può arrivare all'80% delle spese. Le domande si presentano via PEC con procedura a sportello aperta dal 13 ottobre 2022, valutate in ordine cronologico fino a esaurimento della dotazione di 223 milioni di euro; è necessaria una delibera di finanziamento da una banca convenzionata. È un'opportunità di grande valore per il terzo settore imprenditoriale: consente investimenti importanti con oneri finanziari minimi, ma richiede solidità patrimoniale e un progetto con chiaro impatto sociale o ambientale.
Il bando «Diffusione e rafforzamento dell'economia sociale» del MIMIT sostiene gli investimenti delle imprese dell'economia sociale con un'agevolazione mista che può coprire fino all'80% delle spese ammissibili. Si rivolge a imprese sociali, cooperative sociali, consorzi e imprese culturali e creative con programmi di investimento tra 100.000 e 10 milioni di euro.
L'accesso è riservato a soggetti con una specifica qualifica giuridica. Non è un bando per PMI ordinarie: il requisito soggettivo è determinante.
I soggetti ammessi sono:
Sono ammesse anche presentazioni congiunte fino a 6 soggetti con un capofila designato, purché tutti rispettino i requisiti soggettivi.
I requisiti di accesso includono:
Il progetto deve perseguire almeno uno di questi obiettivi: occupazione di persone svantaggiate, inclusione sociale, tutela ambientale o economia circolare, valorizzazione di beni storico-culturali. Non si tratta di un criterio premiale: è un requisito d'accesso.
Sono esclusi i codici ATECO della Sezione A (agricoltura, silvicoltura, pesca), le ditte individuali, gli studi associati, i lavoratori autonomi, le reti di imprese e le società semplici non commerciali.
L'agevolazione è di tipo misto e si compone di tre elementi combinati:
| Componente | Caratteristiche principali |
|---|---|
| Finanziamento agevolato | Tasso 0,5% annuo, durata max 15 anni, preammortamento max 4 anni, copre fino a ~70% delle spese |
| Contributo a fondo perduto | Dal 5% al 20% delle spese ammissibili secondo dimensione e zona geografica |
| Finanziamento bancario | A tasso di mercato, erogato dalla banca convenzionata |
La copertura complessiva può arrivare fino all'80% delle spese ammissibili. Per le PMI localizzate nelle aree ex art. 107.3.a TFUE (aree assistite a maggiore intensità di aiuto) il contributo a fondo perduto raggiunge il 20%.
Il programma di investimento deve essere compreso tra un minimo di 100.000 euro e un massimo di 10 milioni di euro (importi al netto IVA).
Le tipologie di spesa ammissibili sono:
Il regime è classificato come aiuto di Stato sottoposto a regime specifico (non de minimis), istituito dal DM 3 luglio 2015 nell'ambito del Fondo per la crescita sostenibile (FRI). La dotazione complessiva della misura è di 223 milioni di euro.
Gli esperti di RATIO Advisory segnalano che la struttura finanziaria di questo bando è tra le più vantaggiose disponibili per il terzo settore imprenditoriale: il costo del denaro allo 0,5% su 15 anni, combinato con il fondo perduto, riduce drasticamente il peso finanziario degli investimenti.
La procedura è a sportello aperto dal 13 ottobre 2022, senza scadenza prefissata. Le domande vengono valutate in ordine cronologico di presentazione, fino all'esaurimento della dotazione disponibile. Il canale di presentazione è la PEC indirizzata al MIMIT — Direzione generale per gli incentivi alle imprese (es.imprese@pec.mimit.gov.it). Non è Invitalia il soggetto gestore: la pratica resta in capo al ministero.
Le fasi operative sono:
Il team di RATIO Advisory supporta i soggetti nelle fasi di verifica dei requisiti, costruzione del business plan e coordinamento con la banca convenzionata — tre passaggi che determinano la qualità e la velocità dell'istruttoria.
Lo sportello non ha una data di chiusura, ma la dotazione di 223 milioni di euro è finita. Ogni domanda presentata consuma risorse in ordine cronologico: attendere significa scendere nella coda. La combinazione tasso 0,5% più fondo perduto fino al 20% non si trova in altri strumenti ordinari di accesso al credito per il terzo settore. Chi ha un progetto maturo — immobile da ristrutturare, macchinari da rinnovare, sistema informatico da implementare — e soddisfa i requisiti soggettivi, non ha motivi razionali per aspettare.
Sì. Le cooperative sociali iscritte al Registro delle imprese ai sensi della L. 381/1991 sono ammesse indipendentemente dalla qualifica ONLUS. La qualifica ONLUS è un requisito alternativo valido per le cooperative che non rientrano nella L. 381/1991 ma hanno ottenuto quella qualifica fiscale.
Il bando non copre l'IVA (gli importi sono sempre al netto), le spese di funzionamento ordinario, i costi del personale non legati a investimenti specifici e le spese già avviate prima della presentazione della domanda. La lista positiva completa delle voci ammissibili è contenuta nell'Allegato 1 del DD 8 agosto 2022: è consigliabile verificare ogni singola voce di costo prima di formalizzare il programma.
Sì, a condizione che rientri nella definizione di impresa culturale e creativa prevista dalla normativa di riferimento e rispetti tutti i requisiti di accesso (contabilità ordinaria, sede in Italia, regolarità contributiva, ecc.). Le SRL, SPA, SAPA, SNC e SAS sono forme giuridiche ammesse se abbinate alla qualifica soggettiva richiesta.
Verificare l'eleggibilità, ottenere la delibera bancaria e costruire un programma di investimento coerente con i requisiti del MIMIT sono attività che richiedono competenze specifiche. RATIO Advisory affianca cooperative sociali, imprese sociali e imprese culturali in ogni fase: dall'analisi di fattibilità alla presentazione della domanda.
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