Digital Transformation — Invitalia

Digital Transformation è un incentivo nazionale gestito da Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dedicato alle PMI che vogliono investire nella trasformazione digitale dei propri processi produttivi. Si rivolge a micro, piccole e medie imprese dei settori manifatturiero, servizi alle imprese, commercio e turismo, con almeno due bilanci depositati e ricavi annui superiori a 100.000 euro. Il bando finanzia due tipologie di progetto alternative: innovazione di processo e organizzazione (Capo II) oppure investimenti in tecnologie abilitanti Impresa 4.0 (Capo III). Le spese ammissibili includono macchinari e attrezzature, software e immobilizzazioni immateriali, servizi di consulenza specialistica, acquisizione di brevetti e know-how, canoni per soluzioni cloud e connettività. L’importo di spesa deve essere compreso tra 50.000 e 500.000 euro. L’agevolazione copre il 50% dei costi ammissibili con un mix particolarmente vantaggioso: 10% a fondo perduto e 40% come finanziamento a tasso zero, rimborsabile in massimo 7 anni con rate semestrali. La procedura è a sportello: le domande vengono esaminate in ordine cronologico di arrivo, senza graduatoria competitiva. La piattaforma è accessibile tramite SPID, CNS o CIE. Questo bando rappresenta un’opportunità strategica per le PMI che intendono digitalizzare la produzione con tecnologie come AI, IoT, cloud, blockchain, e-commerce o cybersecurity. La dotazione complessiva di 100 milioni di euro e la procedura a sportello lo rendono particolarmente accessibile, con un livello di complessità contenuto rispetto ai bandi a graduatoria.

Ente erogatoreInvitalia
Scadenza
Dotazione finanziaria€100.000.000 (centomilioni di euro) — riserva 25% micro/piccole, 5% rating legalità
Agevolazione massima250.000 €
BeneficiariMicro, piccole e medie imprese (MPMI) — iscritte Registro Imprese, ricavi ≥ €100.000, almeno 2 bilanci depositati, non in procedura concorsuale. Settori ATECO da Allegato 1 DD 9/6/2020 (manifatturiero, servizi, commercio, turismo). Anche in aggregazione max 10 imprese con capofila DIH o EDI.
RegioneNazionale
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Digital Transformation Invitalia: guida al bando per PMI

Il bando Digital Transformation è un incentivo nazionale gestito da Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), rivolto a micro, piccole e medie imprese dei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo. Finanzia investimenti in tecnologie digitali e Impresa 4.0 con un'agevolazione mista fino a €250.000 — 10% a fondo perduto e 40% a tasso zero.

A chi è rivolto

Possono presentare domanda le MPMI — micro, piccole e medie imprese — iscritte al Registro delle Imprese italiano, con i seguenti requisiti minimi:

  • Ricavi annui superiori a €100.000
  • Almeno 2 bilanci depositati alla data di domanda
  • Settore ATECO incluso nell'Allegato 1 del DD 9/6/2020: manifatturiero, servizi alle imprese, commercio, turismo
  • Nessuna procedura concorsuale in corso

Il bando ammette anche aggregazioni fino a 10 imprese, purché guidate da un DIH (Digital Innovation Hub) o da un EDI (Ecosistema Digitale per l'Innovazione) in qualità di capofila. Questa opzione è particolarmente utile per filiere e reti di imprese che vogliono affrontare la digitalizzazione in modo coordinato.

Sono escluse le imprese in difficoltà ai sensi della normativa europea sugli aiuti di Stato e quelle operanti in settori non compresi nell'Allegato 1 citato.

Cosa finanzia

Forma e misura dell'agevolazione

Il bando copre il 50% delle spese ammissibili, articolato in due componenti:

ComponentePercentualeForma
Contributo diretto10%Fondo perduto
Finanziamento agevolato40%Tasso zero, max 7 anni

L'investimento complessivo deve essere compreso tra €50.000 e €500.000. L'agevolazione massima ottenibile è €250.000 per impresa (50% di €500.000).
Il finanziamento a tasso zero viene rimborsato con rate semestrali in un arco massimo di 7 anni, il che rende il piano finanziario sostenibile anche per imprese con liquidità limitata.

I due Capi alternativi

Il bando prevede due percorsi progettuali alternativi — non cumulabili tra loro:

Capo II — Innovazione di processo e organizzazione
Regime GBER art. 29. Finanzia progetti di innovazione dei processi produttivi e organizzativi attraverso l'adozione di tecnologie digitali. La quota a fondo perduto è classificata come contributo in conto spesa.

Capo III — Investimenti in tecnologie abilitanti Impresa 4.0
Regime de minimis. Finanzia l'acquisizione di beni strumentali e immateriali collegati alle tecnologie Impresa 4.0. La quota a fondo perduto è classificata come contributo in conto capitale.

La scelta del Capo determina il regime di aiuto applicabile, con implicazioni sulla compatibilità con altri aiuti ricevuti dall'impresa.

Spese ammissibili

Le categorie di spesa finanziabili includono:

  • Macchinari e attrezzature tecnologicamente avanzati
  • Software e immobilizzazioni immateriali (licenze, piattaforme digitali)
  • Servizi di consulenza specialistica per la trasformazione digitale
  • Acquisizione di brevetti e know-how
  • Canoni per soluzioni cloud e connettività

Tecnologie esplicitamente contemplate: intelligenza artificiale (AI), Internet of Things (IoT), cloud computing, blockchain, cybersecurity, e-commerce, big data.

Il bando non è cumulabile con altri aiuti di Stato sulle medesime spese. Le agevolazioni fiscali (es. credito d'imposta 4.0) sono invece compatibili, in quanto non classificate come aiuti di Stato.

Come presentare domanda

La procedura è a sportello a domanda continua: non esiste una scadenza fissa, le domande vengono istruite in ordine cronologico di ricevimento. Non c'è graduatoria competitiva.

Canale di accesso: piattaforma online di Invitalia, accessibile tramite SPID, CNS o CIE.

Fasi operative principali:

  1. Verifica dei requisiti di ammissibilità dell'impresa e del progetto
  2. Predisposizione del piano di investimento con business case digitale
  3. Raccolta della documentazione (bilanci, visura, preventivi, relazione tecnica)
  4. Invio della domanda tramite il portale Invitalia
  5. Istruttoria da parte di Invitalia (esame in ordine cronologico)
  6. Erogazione dell'agevolazione e avvio del progetto

I tempi di istruttoria non sono pubblicamente standardizzati e dipendono dal volume di domande ricevute. Dato non disponibile nel testo del bando per quanto riguarda i tempi medi di risposta.

Per le aggregazioni con DIH/EDI, la procedura prevede un'unica domanda presentata dal soggetto capofila.

Perché candidarsi ora

Non esiste una data di chiusura, ma la dotazione complessiva è fissata a €100 milioni con riserve per tipologia di intervento. La procedura a sportello significa che le risorse si esauriscono man mano che le domande vengono approvate: chi arriva dopo rischia di trovare i fondi terminati. In uno strumento con queste caratteristiche, il tempo di attivazione è una variabile competitiva reale.
Dal punto di vista strategico, il mix 10% fondo perduto + 40% tasso zero è tra le combinazioni più convenienti disponibili oggi per le PMI italiane che vogliono investire in digitale. Il finanziamento a tasso zero su 7 anni trasforma un investimento da €500.000 in un esborso annuo gestibile, con una componente non rimborsabile di €50.000. Gli analisti di RATIO Advisory classificano questo bando tra gli strumenti a più alto rapporto convenienza/complessità nel panorama della finanza agevolata nazionale.

Domande frequenti

Posso cumulare il bando Digital Transformation con il credito d'imposta 4.0?

Sì. Il credito d'imposta per beni strumentali 4.0 non è classificato come aiuto di Stato ai sensi della normativa europea, quindi è compatibile con le agevolazioni del bando Digital Transformation. Non è invece possibile cumulare il contributo Invitalia con altri aiuti di Stato (es. contributi regionali, Nuova Sabatini) sulle stesse spese ammissibili.

Un'impresa con meno di 2 anni di attività può partecipare?

No. Il bando richiede esplicitamente almeno 2 bilanci depositati alla data di presentazione della domanda. Un'impresa costituita da meno di 24 mesi, o che non abbia ancora depositato due esercizi completi, non soddisfa il requisito e non può accedere allo strumento.

Qual è la differenza tra Capo II e Capo III e quale conviene scegliere?

Il Capo II (GBER art. 29) è indicato per progetti orientati all'innovazione di processo e organizzativa; il Capo III (de minimis) per l'acquisto di beni e tecnologie Impresa 4.0. La scelta incide sul regime di aiuto: il Capo III erode il plafond de minimis disponibile (€200.000 su tre esercizi), mentre il Capo II non lo intacca. Se l'impresa ha già usufruito di aiuti de minimis significativi, il Capo II può essere più adatto. La valutazione va fatta caso per caso in base alla posizione dell'impresa rispetto ai massimali di aiuto.

Hai bisogno di supporto

La selezione del Capo più adatto, la verifica dei requisiti ATECO, la costruzione del piano di investimento e la gestione della procedura su piattaforma Invitalia sono attività che richiedono competenze specifiche. Un errore in fase di impostazione può comportare la non ammissibilità o la perdita della priorità cronologica.

RATIO Advisory supporta le PMI italiane nell'accesso alla finanza agevolata: dall'analisi di ammissibilità alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio dell'istruttoria.

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