Il bando della Regione Emilia-Romagna sostiene gli investimenti di micro, piccole e medie imprese del commercio al dettaglio in sede fissa (negozi di vicinato), dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande (bar, ristoranti, pizzerie), delle attività di intrattenimento danzante (discoteche, sale da ballo) e degli esercizi polifunzionali, purché iscritte al REA della Camera di Commercio. Finanzia la riqualificazione e l'ammodernamento dei locali (allestimento e opere edili entro il 25% del volume), arredi, attrezzature e macchinari, ma soprattutto la digitalizzazione: hardware, software gestionali, e-commerce, sistemi di cassa e pagamento evoluti, oltre a consulenze e formazione collegate. Il contributo è a fondo perduto fino al 40% della spesa ammessa, con un tetto di 50.000 euro per impresa; l'investimento minimo richiesto è di 20.000 euro per negozi ed esercizi polifunzionali e di 30.000 euro per somministrazione e intrattenimento. Le domande si presentano a sportello sulla piattaforma Sfinge 2020 dal 23 giugno alle ore 13 del 21 luglio 2026, con chiusura anticipata al raggiungimento di 350 domande: la tempestività è quindi decisiva. È un'opportunità concreta per le attività commerciali di prossimità che vogliono rinnovare il punto vendita e fare il salto digitale, con premialità aggiuntive per occupazione stabile, imprenditoria femminile e giovanile, sostenibilità e sedi in aree montane e interne. La dotazione complessiva è di 10 milioni di euro, in regime de minimis.
Il bando "Innovazione e Investimenti Commercio e Pubblici Esercizi" della Regione Emilia-Romagna eroga contributi a fondo perduto fino al 40% (massimo €50.000) a micro, piccole e medie imprese del commercio al dettaglio, della somministrazione di alimenti e bevande e dell'intrattenimento danzante iscritte al REA della CCIAA regionale. Le domande si presentano sulla piattaforma Sfinge 2020 fino al 21 luglio 2026.
Il bando è riservato alle MPMI — micro, piccole e medie imprese — iscritte al REA della Camera di Commercio dell'Emilia-Romagna. Le grandi imprese sono escluse. Sono ammissibili le imprese che operano nei seguenti settori:
Nota sulla forma giuridica: l'ammissibilità delle ditte individuali è compatibile con la tipologia di attività finanziate (commercio di prossimità), ma si raccomanda di verificare il disciplinare integrale prima della presentazione della domanda. Sono invece escluse le società semplici, gli studi associati, gli ETS e i liberi professionisti senza forma di impresa.
Il bando è attuato con DGR 718/2026 (rettifica Det. n. 11025 del 08/06/2026) nell'ambito dell'Azione 1.3.4 del PR FESR 2021-2027, in regime de minimis ai sensi del Regolamento UE 2023/2831 (soglia €300.000 nel triennio per impresa unica).
Il contributo è a fondo perduto fino al 40% della spesa ammessa, con un massimale di €50.000 per impresa. La percentuale base è pari al 30% (dato dedotto: il 40% corrisponde al 30% di base più due premialità da 5 punti percentuali ciascuna — da confermare sul disciplinare integrale).
| Tipologia di impresa | Investimento minimo (IVA esclusa) |
|---|---|
| Commercio al dettaglio in sede fissa | €20.000 |
| Esercizi polifunzionali | €20.000 |
| Pubblici esercizi di somministrazione | €30.000 |
| Intrattenimento danzante | €30.000 |
Il bando copre un perimetro ampio di investimenti:
La componente digitale — hardware, software, e-commerce, POS evoluti — è una delle linee di spesa principali e più valorizzate dal bando.
Il punteggio e la percentuale di contributo possono aumentare in presenza di:
La soglia minima di ammissibilità qualitativa è fissata a 50 punti su 100. I team di RATIO Advisory analizzano preventivamente il profilo dell'impresa per stimare il punteggio raggiungibile prima della presentazione.
Le domande si presentano esclusivamente in modalità telematica sulla piattaforma Sfinge 2020, accessibile dal portale della Regione Emilia-Romagna.
La procedura a sportello con chiusura anticipata cambia radicalmente la logica di partecipazione: non conta solo la qualità del progetto, ma la velocità di presentazione. Con 10 milioni di euro di dotazione complessiva e un massimale di €50.000 per impresa, il numero massimo teorico di beneficiari è circa 200, ma il meccanismo delle 350 domande — che include anche quelle non finanziate — rende la saturazione del plafond possibile ben prima della scadenza formale.
Il consiglio operativo è avviare subito la raccolta della documentazione tecnica e contabile, verificare la capienza de minimis dell'impresa e definire il piano degli investimenti prima di accedere alla piattaforma.
Con la finestra di presentazione già aperta dal 23 giugno e la scadenza fissata al 21 luglio 2026 — o prima, al raggiungimento di 350 domande — ogni giorno di attesa riduce concretamente le probabilità di accesso. Il bando si rivolge a categorie di imprese, come bar, ristoranti e negozi di vicinato, che raramente beneficiano di strumenti di finanza agevolata di questa portata: fino a €50.000 a fondo perduto per digitalizzare il punto vendita, ammodernare i locali o rinnovare le attrezzature è un'opportunità che difficilmente si ripresenterà a breve termine. Chi ha già pianificato investimenti per il 2026 ha tutto l'interesse a strutturare il progetto in modo da renderlo eleggibile.
Sì, a condizione che sia iscritto al REA della Camera di Commercio dell'Emilia-Romagna, abbia dimensioni MPMI e rientri nella categoria dei pubblici esercizi di somministrazione. L'investimento minimo richiesto è di €30.000 IVA esclusa. La sede operativa in area montana o interna genera una premialità aggiuntiva sul punteggio.
Sì. Hardware, software gestionali, sistemi di cassa e pagamento evoluti e soluzioni e-commerce rientrano esplicitamente tra le spese ammissibili. È una delle linee di investimento più valorizzate dal bando, in linea con l'obiettivo di digitalizzazione delle imprese del commercio di prossimità.
Il bando opera in regime de minimis ai sensi del Regolamento UE 2023/2831, con una soglia massima di €300.000 per impresa unica nell'arco di tre esercizi fiscali. Se l'impresa ha già ricevuto aiuti in de minimis, l'importo residuo disponibile riduce il contributo ottenibile. Prima di presentare domanda è necessario verificare la capienza de minimis dell'impresa, consultando il Registro Nazionale Aiuti di Stato (RNA). RATIO Advisory effettua questa verifica come parte dell'analisi preliminare.
RATIO Advisory supporta le MPMI nella valutazione di eleggibilità, nella stima del punteggio qualitativo e nella predisposizione della documentazione per la piattaforma Sfinge 2020. Con i tempi stretti imposti dal meccanismo a sportello, partire con un'analisi strutturata fa la differenza tra un'istanza presentata in tempo e un'opportunità mancata.
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