«Trasformazioni per Taranto» è l'avviso con cui la Regione Puglia, con 8 milioni di euro del Just Transition Fund europeo, accompagna le imprese della provincia ionica nei processi di innovazione e diversificazione produttiva. Il contributo è a fondo perduto e copre il 45% delle spese, che sale al 50% se la responsabilità del progetto o la titolarità dell'impresa è femminile o giovanile (18-35 anni), o se l'azienda ha realizzato azioni di conciliazione vita-lavoro. Sono ammessi progetti da 10.000 a 360.000 euro per le imprese singole, fino a 540.000 per reti e consorzi. Ogni domanda può includere fino a quattro servizi, di cui almeno uno della Linea A — consulenze per manifattura additiva, innovazione sostenibile di prodotto, economia circolare e diagnosi energetiche — combinabile con la Linea B, dedicata alla trasformazione digitale dei processi: IoT, gestione aziendale, logistica smart, e-commerce, cybersecurity e analisi del ciclo di vita. La platea è ampia: micro, piccole e medie imprese di quasi tutti i settori (esclusi agricoltura primaria, finanza, tabacco e combustibili fossili) e liberi professionisti, con unità locale in uno dei 29 comuni della provincia di Taranto, attivabile anche dopo la domanda. L'aiuto è concesso in esenzione GBER (artt. 28-29) e non consuma il plafond de minimis. Domande a sportello su Sistema Puglia fino al 31 dicembre 2026, salvo esaurimento fondi: conviene muoversi presto.
Il bando Transformations Taranto è l'avviso con cui la Regione Puglia — attraverso 8 milioni di euro del Just Transition Fund europeo — sostiene le imprese della provincia ionica nei processi di innovazione e diversificazione produttiva. Si rivolge a micro, piccole e medie imprese e liberi professionisti con sede operativa in uno dei 29 comuni della provincia di Taranto, e copre fino al 50% delle spese con contributo a fondo perduto.
Possono presentare domanda:
Il vincolo territoriale è tassativo: è richiesta un'unità locale censita alla CCIAA in uno dei 29 comuni della provincia di Taranto. L'unità locale può essere attivata anche dopo la presentazione della domanda, purché entro il primo pagamento.
La lista positiva dell'Allegato 2 comprende 15 sezioni ATECO 2025: C, D, E, F, G, H, I, J, L, M, N, P, Q, R, S.
Sono esclusi, tra gli altri:
Sono inoltre escluse le imprese in difficoltà ai sensi della normativa europea applicabile.
L'agevolazione è un contributo a fondo perduto in regime GBER artt. 28-29 del Reg. 651/2014. Non erode il plafond de minimis dell'impresa.
La dotazione totale è di 8 milioni di euro.
| Configurazione | Costo ammissibile | Contributo massimo |
|---|---|---|
| Impresa singola | €10.000 – €360.000 | ~€162.000 – €180.000 |
| Raggruppamento | fino a €540.000 | ~€243.000 – €270.000 |
Sono previsti massimali per singolo servizio (es. B.1 max €100.000; B.2 e B.3 max €70.000 ciascuno per impresa singola).
Ogni domanda può includere fino a 4 tipologie di servizi, di cui almeno una di Linea A.
Linea A — Consulenze per transizione ecologica e tecnologica:
Linea B — Trasformazione digitale dei processi:
Le due linee sono combinabili, non alternative.
Sono ammissibili:
Sono escluse:
La durata massima del progetto è di 12 mesi. È previsto un anticipo del 40% previa fideiussione.
Le domande si presentano tramite il portale sistema.puglia.it con procedura a sportello (valutazione in ordine cronologico di presentazione), fino a esaurimento delle risorse disponibili o comunque entro il 31 dicembre 2026 ore 14:00.
Per informazioni è disponibile il numero 080-4670618, attivo il lunedì-giovedì dalle 10:00 alle 12:30.
Il 09/02/2026 sono state pubblicate le Linee Guida e la modulistica di attuazione e rendicontazione: riguardano la fase post-concessione e non modificano i criteri di accesso, ma sono indispensabili per la corretta rendicontazione delle spese.
RATIO Advisory supporta le imprese tarantine in tutte le fasi: dall'analisi di fattibilità alla predisposizione della documentazione, fino alla rendicontazione finale.
La procedura è a sportello: chi presenta prima ha accesso alle risorse rimaste. I fondi sono limitati e la capienza residua non viene pubblicata in tempo reale — non è possibile sapere quante risorse restino disponibili senza contattare direttamente l'ente. Attendere significa rischiare di arrivare a fondi esauriti. Se la tua impresa ha già in programma interventi di digitalizzazione, efficienza energetica o innovazione di prodotto, candidare queste spese a fondo perduto attraverso Transformations Taranto è una scelta che vale la pena valutare subito.
Sì. I liberi professionisti sono espressamente ammessi, equiparati alle PMI ai sensi dell'art. 12 c. 2 della L. 81/2017. Sono incluse le professioni non ordinistiche regolate dalla L. 4/2013 e gli studi associati. L'unico vincolo è avere un'unità locale censita alla CCIAA in uno dei 29 comuni della provincia di Taranto.
Il regime GBER artt. 28-29 non consuma il plafond de minimis dell'impresa: i due strumenti sono indipendenti. Il cumulo con altri aiuti è consentito nel rispetto delle regole di cumulo GBER (Art. 8). È invece vietato il cumulo con finanziamenti PNRR (Art. 20 c. 8). Per valutare la compatibilità con altri incentivi attivi, è consigliabile un'analisi caso per caso con un consulente esperto come RATIO Advisory.
No. L'unità locale in uno dei 29 comuni della provincia di Taranto deve essere censita alla CCIAA, ma può essere attivata anche successivamente alla presentazione della domanda, purché entro il primo pagamento del contributo. Il capofila di un raggruppamento deve tuttavia avere l'unità locale in provincia di Taranto.
RATIO Advisory analizza la tua situazione, verifica la compatibilità con i requisiti del bando e ti affianca in tutte le fasi, dalla raccolta documentale alla rendicontazione.
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