Valore Artigiano 2026 è il bando della Regione Lazio (gestito da Lazio Innova) che aiuta le imprese artigiane del territorio a modernizzarsi, digitalizzarsi e investire in sostenibilità. Si rivolge a tutte le imprese artigiane iscritte all'Albo con sede operativa nel Lazio, in qualsiasi settore, con una riserva dedicata al Sistema Moda laziale. Finanzia investimenti in macchinari, attrezzature e impianti produttivi, tecnologie digitali (hardware, software, ICT), servizi digitali cloud/SaaS, oltre a opere murarie e impianti fotovoltaici entro precisi limiti. Il progetto deve prevedere spese ammissibili di almeno 5.000 euro e concludersi entro 12 mesi dalla concessione. L'agevolazione è un contributo a fondo perduto fino al 60% delle spese, con un tetto massimo di 12.000 euro per progetto, in regime de minimis. La domanda si presenta online sulla piattaforma GeCoWEB Plus dalle 12:00 del 21 luglio 2026 fino alle 17:00 del 28 ottobre 2026; non è un click day, ma una graduatoria basata su un punteggio dichiarato dall'impresa (cofinanziamento, anzianità, addetti, zona assistita, imprenditoria giovanile e femminile). È un'occasione concreta e a bassa complessità per l'artigianato laziale: importi contenuti ma erogazione certa a saldo e procedura snella. Interessante soprattutto per chi vuole finanziare un salto tecnologico o digitale. Nota strategica: chiedere un'intensità di contributo inferiore al massimo premia in graduatoria, quindi conviene calibrare bene la richiesta rispetto alla capacità di cofinanziamento.
Valore Artigiano 2026 è il bando della Regione Lazio, gestito da Lazio Innova, che eroga contributi a fondo perduto fino al 60% delle spese — massimo 12.000 € — alle imprese artigiane laziali che investono in modernizzazione, digitalizzazione e sostenibilità. Si rivolge a tutte le imprese iscritte all'Albo Artigiane con sede operativa nel Lazio, in qualsiasi settore.
Il bando è dedicato esclusivamente alle imprese artigiane iscritte all'Albo Imprese Artigiane ai sensi della L.R. Lazio 3/2015 e della L. 443/1985. Per definizione normativa, queste imprese rientrano nella categoria micro o piccola impresa.
I requisiti di accesso sono:
Settori ammessi: il bando non prevede restrizioni settoriali — partecipano le imprese artigiane operanti in qualsiasi comparto. È prevista una riserva interna di 400.000 € sul totale di 2,4 milioni dedicata al Sistema Moda laziale (tessile, abbigliamento, calzature, pelletteria, oreficeria), ma questa riserva non è condizione d'accesso per gli altri settori.
Sono escluse le imprese già beneficiarie dell'Avviso Valore Artigiano 2025 (Det. G00331/2025) e le attività rientranti nell'Allegato I del TFUE (produzione primaria agricola e pesca), in coerenza con il regime de minimis applicato.
Le forme societarie compatibili con l'iscrizione all'Albo Artigiane includono ditta individuale, SNC, SAS, SRL, SRLS e cooperative artigiane.
L'agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto in regime de minimis (Reg. UE 2023/2831), con le seguenti caratteristiche:
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Intensità massima | 60% delle spese ammissibili |
| Contributo massimo per progetto | 12.000 € |
| Investimento minimo ammissibile | 5.000 € |
| Durata massima del progetto | 12 mesi dalla concessione |
| Regime | De minimis Reg. UE 2023/2831 |
Le tipologie di spesa ammissibili sono:
Un aspetto rilevante che RATIO Advisory segnala a tutte le imprese interessate: il bando prevede una graduatoria basata su punteggio dichiarato, e uno dei criteri premianti è il cofinanziamento privato. Richiedere un'intensità di contributo inferiore al 60% massimo — dimostrando maggiore capacità di autofinanziamento — aumenta il punteggio in graduatoria. Calibrare bene questa scelta può fare la differenza tra essere finanziati o no.
La domanda si presenta esclusivamente in modalità telematica sulla piattaforma GeCoWEB Plus, gestita da Lazio Innova.
Le finestre temporali sono:
La procedura non è un click day: non conta l'ordine di arrivo delle domande, ma il punteggio ottenuto in base a criteri dichiarati dall'impresa in fase di domanda. I criteri di valutazione includono:
Il contributo viene erogato a saldo, a rendicontazione delle spese sostenute. La procedura è descritta dall'avviso come snella, con importi contenuti e iter semplificato rispetto ad altri strumenti regionali.
Fonte primaria: Determinazione Dirigenziale G08851 del 26 giugno 2026, pubblicata su lazioinnova.it con scheda tecnica PDF allegata.
La scadenza del 28 ottobre 2026 sembra lontana, ma la logica a graduatoria richiede una preparazione accurata: raccogliere documentazione, definire il piano di investimento, quantificare la quota di cofinanziamento e ottimizzare i criteri di punteggio richiede settimane, non giorni. Chi si muove tardi rischia di presentare una domanda tecnicamente valida ma con un punteggio insufficiente per rientrare nelle risorse disponibili (2,4 milioni di euro complessivi). Per le imprese artigiane laziali che hanno già un progetto di investimento in mente — un macchinario, un gestionale, un upgrade digitale — questo bando rappresenta un canale concreto, a bassa complessità burocratica e con erogazione certa a saldo. Non è uno strumento per chi parte da zero, ma per chi ha già un'idea di investimento e vuole coprirne fino al 60% con denaro pubblico.
Sì, a condizione che i contributi precedenti non superino il massimale de minimis (300.000 € nel triennio mobile, Reg. UE 2023/2831). L'unica esclusione esplicita riguarda i beneficiari dell'edizione Valore Artigiano 2025 (Det. G00331/2025), che non possono ripresentare domanda per questa edizione indipendentemente dall'importo ricevuto.
Il bando non pubblica un elenco esaustivo di esclusioni, ma le categorie finanziate sono tassativamente quelle indicate: macchinari, hardware, software, servizi cloud/SaaS, opere murarie e fotovoltaico entro i limiti fissati. Spese come consulenze generali, costi del personale, leasing, IVA recuperabile e spese già avviate prima della domanda sono tipicamente escluse dagli strumenti de minimis di questa natura. RATIO Advisory verifica caso per caso l'ammissibilità delle voci di spesa specifiche del tuo progetto.
Sì. Software gestionale, licenze, piattaforme cloud e servizi SaaS rientrano esplicitamente tra le spese ammissibili. È uno degli utilizzi più strategici del bando per le imprese artigiane che vogliono fare un salto tecnologico senza affrontare investimenti da centinaia di migliaia di euro. Anche hardware collegato alla digitalizzazione (tablet, PC industriali, sistemi di acquisizione dati) è finanziabile.
Verificare i requisiti, ottimizzare il piano di spesa e calcolare il punteggio di graduatoria prima della presentazione non è un'operazione banale, anche per un bando snello come Valore Artigiano 2026.
RATIO Advisory supporta le imprese artigiane laziali nella valutazione dell'accesso, nella costruzione del fascicolo documentale e nella calibrazione della percentuale di cofinanziamento per massimizzare la posizione in graduatoria.
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