La Regione Piemonte, tramite Finpiemonte, sostiene le imprese che investono sul territorio piemontese con una misura cofinanziata dal FESR 2021-2027. Si rivolge a PMI e imprese a media capitalizzazione che abbiano un processo produttivo di tipo industriale o logistico e che vogliano aprire una nuova unità in Piemonte, reinsediarsi dopo una delocalizzazione, o ampliare e diversificare un'attività già presente. Attenzione alla natura dell'agevolazione: è prima di tutto un finanziamento, non un contributo a fondo perduto. Il progetto può essere coperto fino al 100% con un finanziamento composto per il 70% da risorse FESR a tasso zero e per il 30% da risorse bancarie a tasso di mercato — entrambe le quote vanno restituite. Solo le PMI ottengono in aggiunta un contributo a fondo perduto vero, che vale tra il 5% e il 17% del progetto a seconda di dimensione, area e premialità; le imprese a media capitalizzazione non lo ricevono. Le PMI possono inoltre accedere al Bando B, che riconosce fino a 25.000 € per ogni ULA assunta, entro 200.000 € in de minimis. L'investimento parte da 150.000 € per micro e piccole, 300.000 € per le medie, 750.000 € per le mid cap, fino a 3 milioni di costi ammissibili. Il vincolo da valutare per primo è occupazionale: da 1 a 5 nuove ULA entro la conclusione del progetto, pena la revoca. Sportello aperto fino alle ore 12:00 del 10 settembre 2026, salvo esaurimento della dotazione da 40 milioni.
Il bando "Attrazione e Sostegno Investimenti — PR FESR Piemonte 2026", gestito da Finpiemonte, sostiene PMI e imprese a media capitalizzazione che investono in attività industriali o logistiche sul territorio piemontese. Finanzia fino al 100% dei costi ammissibili (massimo 3 milioni di euro) con un mix di prestito agevolato e, per le sole PMI, un contributo a fondo perduto tra il 5% e il 17%.
Il bando si rivolge a un target preciso e non negoziabile. Prima di valutare qualsiasi cifra, occorre verificare tre requisiti di accesso che escludono automaticamente la maggior parte delle imprese di servizi.
Tipologia di impresa ammessa:
Attività ammissibili: apertura di una nuova unità produttiva in Piemonte, reinsediamento dopo una delocalizzazione, ampliamento o diversificazione di un'attività già presente sul territorio.
Sono escluse le imprese con ATECO primario nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli (Sezione A) e, di fatto, tutte le PMI puramente digitali o di servizi, che per definizione non dispongono di un processo produttivo industriale o logistico.
Soglie di investimento minimo:
| Dimensione | Investimento minimo |
|---|---|
| Micro e Piccola | 150.000 € |
| Media | 300.000 € |
| Mid cap | 750.000 € |
Il massimale di costi ammissibili è 3.000.000 € per tutte le categorie.
Obbligo occupazionale: il bando non è opzionale su questo punto. Entro la conclusione del progetto l'impresa deve aver creato nuovi posti di lavoro:
Il mancato raggiungimento dell'incremento comporta la revoca dell'agevolazione.
Questo è il punto che genera più equivoci e che RATIO Advisory verifica sistematicamente prima di qualsiasi presentazione del bando a un cliente: il 70% delle risorse FESR non è un contributo a fondo perduto. È un prestito a tasso zero. Va restituito.
La struttura concreta è la seguente:
Le intensità del contributo a fondo perduto variano in base alla dimensione e all'area geografica dell'investimento:
| Dimensione | Fuori aree 107.3.c | In aree 107.3.c | Con premialità (fuori) | Con premialità (aree 107.3.c) |
|---|---|---|---|---|
| Micro/Piccola | 10% | 15% | 12% | 17% |
| Media | 5% | 10% | 7% | 12% |
| Mid cap | nessuno | nessuno | nessuno | nessuno |
Le agevolazioni sono concesse ai sensi degli artt. 14 e 17 del Regolamento (UE) n. 651/2014 (GBER). Il regime de minimis Reg. UE 2023/2831 si applica per le mid cap e come alternativa su scelta del beneficiario quando l'ESL del finanziamento supera l'intensità massima consentita (in questo caso il contributo a fondo perduto non è riconosciuto).
Le domande si presentano esclusivamente tramite la piattaforma FINDOM di Finpiemonte, con firma digitale. Non sono previste modalità alternative.
Lo sportello è aperto dal 3 febbraio 2026 (ore 9:00) fino alle ore 12:00 del 10 settembre 2026, salvo esaurimento anticipato della dotazione disponibile.
La dotazione del bando A per questo sportello è di 40 milioni di euro, di cui 8 milioni riservati alle imprese non ancora attive in Piemonte o che si reinsediano sul territorio.
I criteri di valutazione seguono una griglia da 100 punti con una soglia minima di 60 punti complessivi e almeno 40 punti sui criteri tecnico-qualitativi. Le ricadute occupazionali valgono 5 punti su 100: il requisito di assunzione è quindi un vincolo di accesso, non un fattore premiante determinante in fase di scoring.
La durata massima del progetto è di 30 mesi dalla concessione.
La dotazione di 40 milioni non è una cifra simbolica, ma può esaurirsi prima della scadenza formale del 10 settembre 2026. I bandi a sportello di Finpiemonte hanno precedenti di chiusura anticipata. Un'impresa che soddisfa i requisiti di accesso — processo produttivo industriale o logistico attivo, due anni di iscrizione, bilancio depositato, polizza catastrofale in regola — ha tutto l'interesse a presentare domanda con largo anticipo rispetto alla scadenza. Attendere comporta il rischio concreto di trovare la dotazione esaurita. RATIO Advisory consiglia di avviare la verifica di eligibilità e la costruzione del dossier almeno 60-90 giorni prima della data limite.
No. È un errore diffuso ma grave. Il 70% FESR è un finanziamento a tasso zero: va restituito integralmente. Il contributo a fondo perduto reale è una componente separata, riservata alle sole PMI, e vale tra il 5% e il 17% dei costi ammissibili a seconda di dimensione, area geografica e premialità ottenuta. Le mid cap non ricevono alcun fondo perduto.
In pratica no. Il bando richiede un processo produttivo di tipo industriale o logistico già attivo. Le imprese puramente digitali o di servizi non soddisfano questo requisito. Anche le neocostituite sono escluse: serve iscrizione al Registro Imprese da almeno due anni e almeno un bilancio chiuso e approvato.
L'incremento occupazionale non è un obiettivo facoltativo: è un requisito vincolante. Se l'impresa non crea il numero di ULA previsto entro la conclusione del progetto (da 1 ULA per le micro a 5 per le mid cap), l'agevolazione viene revocata. I 36 mesi citati in alcuni documenti si riferiscono al periodo di mantenimento del livello occupazionale dopo l'erogazione del Bando B, non al termine per assumere.
Il bando ha una struttura complessa: finanziamento misto, contributo a fondo perduto variabile per area e premialità, doppio bando A+B, obbligo occupazionale con revoca. Un errore di lettura in fase di presentazione può costare il progetto intero.
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