Il Fondo prestiti "Turismo 2026" è ora operativo: l'avviso di Gepafin (PR FESR Umbria 2021-2027, Azione 1.3.4, DGR 520/2026) è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria del 23 giugno 2026 e le domande si presentano online su bandi.gepafin.it dal 1° luglio al 15 settembre 2026. La misura sostiene le PMI ricettive umbre — alberghi, villaggi albergo, alberghi diffusi, country house, case e appartamenti vacanze, campeggi, villaggi turistici e residenze d'epoca, con almeno 10 posti letto — per progetti di riqualificazione da 70.000 a 500.000 euro. Nei Comuni delle Aree Interne, cui è riservato un terzo della dotazione di 2,4 milioni, accedono anche strutture più piccole, ulteriori tipologie extralberghiere (B&B, affittacamere, ostelli, rifugi) e la creazione di nuove strutture tramite recupero di immobili esistenti. L'agevolazione è un finanziamento pari al 60% dell'investimento a tasso fisso 1% (9 anni, di cui 2 di preammortamento) con remissione fino al 50% del debito a progetto rendicontato: una componente a fondo perduto che può valere fino al 30% dell'investimento, nei limiti del regime di aiuto scelto (de minimis o esenzione Reg. 651/2014). Selezione a graduatoria con soglia 55/100: premiano innovazione dei servizi, dotazione digitale, sostenibilità ambientale, accessibilità, reti territoriali e presenza di under 30 e donne nella compagine. Il progetto deve essere cantierabile alla domanda: chi arriva preparato parte avvantaggiato.
Il Bando Turismo Umbria 2026 (Fondo Prestiti Gepafin, PR FESR Umbria 2021-2027) è uno strumento misto che combina un finanziamento agevolato al 60% dell'investimento con una remissione del debito fino al 50% a rendicontazione, traducibile in una componente a fondo perduto tra il 10% e il 30%. Si rivolge alle PMI titolari di strutture ricettive autorizzate in Umbria con investimenti da €70.000 a €500.000.
Il bando è destinato alle PMI iscritte al Registro Imprese — micro, piccole e medie — titolari di strutture ricettive regolarmente autorizzate in Umbria ai sensi della LR 23/2024, con codici ATECO della divisione 55.
Fuori dai Comuni delle Aree Interne, sono ammesse strutture con almeno 10 posti letto nelle seguenti tipologie:
Nei Comuni delle Aree Interne (Allegato 11 del bando) i requisiti si allargano significativamente:
A queste Aree Interne è riservata una quota prioritaria di €800.000 sulla dotazione complessiva di €2,4 milioni.
Sono escluse le imprese in difficoltà ai sensi dell'art. 2 punto 18 del Reg. 651/2014, quelle classificate in Fascia 5 dal rating del Fondo di Garanzia PMI e quelle con sofferenze in Centrale Rischi negli ultimi 36 mesi. È richiesta anche la conformità al principio DNSH (Allegato 9).
Il finanziamento copre il 60% della spesa ammissibile, con un massimale di €300.000, a fronte di investimenti compresi tra €70.000 e €500.000.
Le condizioni del prestito:
A progetto completato e rendicontato, Gepafin può rimettere fino al 50% del debito residuo (max €150.000). Questa remissione costituisce la componente a fondo perduto de facto: il suo peso sull'investimento dipende dal regime di aiuto scelto dal beneficiario.
| Regime di aiuto | Intensità massima (componente FP de facto) |
|---|---|
| De minimis (Reg. 2023/2831) | Fino al 50% → max ~30% dell'investimento |
| GBER art. 14 — micro/piccole in aree Carta aiuti | 35% → ~21% dell'investimento |
| GBER art. 14 — medie in aree Carta aiuti | 25% → ~15% dell'investimento |
| GBER art. 17 — micro/piccole | 20% → ~12% dell'investimento |
| GBER art. 17 — medie | 10% → ~6% dell'investimento |
Se l'aiuto complessivo eccede l'intensità del regime prescelto, la remissione viene ridotta proporzionalmente (art. 7 c. 4 dell'avviso).
Le voci di spesa finanziabili comprendono:
Sono escluse: beni usati o in leasing, mezzi targati, immobili e terreni, biancheria e stoviglie, costi del personale e formazione, manutenzione ordinaria, restauro, fatture con imponibile inferiore a €1.000 (salvo cumulo stesso fornitore), forniture da soggetti correlati (soci o parenti fino al 3° grado).
Il progetto deve essere cantierabile al momento della domanda: la realizzazione deve concludersi entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento, con rendicontazione minima del 70% della spesa ammessa.
Le domande si presentano esclusivamente online sulla piattaforma bandi.gepafin.it.
Finestra temporale:
Documentazione e requisiti formali:
È possibile presentare più domande per strutture ricettive diverse. Non è invece cumulabile con il Bando Ricettività 2024 di Sviluppumbria sullo stesso progetto, salvo rinuncia formale al precedente contributo.
Selezione a graduatoria unica regionale con soglia minima di 55/100. Il punteggio si articola in:
I criteri di premialità includono: certificazioni ambientali (+2), presenza di under 30 nella compagine (+1), presenza di donne nella compagine (+1), cooperazione territoriale (+1). Dopo la graduatoria, Gepafin effettua una valutazione economico-finanziaria autonoma e può richiedere garanzie aggiuntive.
La scadenza del 15 settembre 2026 è ravvicinata rispetto alla complessità documentale richiesta. Il bando premia esplicitamente chi arriva preparato: il progetto deve essere cantierabile alla presentazione, la documentazione tecnica deve essere già pronta e i criteri di premialità devono essere pianificati in anticipo — non aggiunti all'ultimo momento. Con una dotazione di €2,4 milioni e una soglia tecnica da superare, i posti disponibili sono limitati e la graduatoria penalizza le domande incomplete o generiche. RATIO Advisory segnala che la combinazione tasso 1% + remissione fino al 30% dell'investimento rende questo strumento uno dei più vantaggiosi attualmente attivi per il settore ricettivo in Umbria: attendere significa cedere posizioni in graduatoria a chi ha già avviato la progettazione.
Sì, ma solo se la struttura si trova in un Comune classificato come Area Interna (Allegato 11 del bando). Fuori dalle Aree Interne, il requisito minimo è di 10 posti letto e i B&B non rientrano tra le tipologie ammesse. Prima di procedere, è necessario verificare la classificazione del Comune in cui opera la struttura.
Il regime di aiuto determina l'intensità massima della componente a fondo perduto (la remissione del debito). Il de minimis consente teoricamente la remissione piena fino al 30% dell'investimento, ma si cumula con tutti gli altri aiuti de minimis ricevuti negli ultimi tre anni fiscali: se il plafond è vicino alla saturazione, potrebbe non essere la scelta ottimale. Il GBER (artt. 14 o 17 del Reg. 651/2014) ha intensità più basse ma plafond separato. La scelta va effettuata alla presentazione della domanda ed è definitiva: RATIO Advisory può supportare la valutazione caso per caso in base alla storia di aiuti dell'impresa.
No, non deve essere avviato, ma deve essere cantierabile: significa che al momento della domanda deve esistere almeno un progetto tecnico definito, con preventivi coerenti e le autorizzazioni necessarie già ottenute o in corso di ottenimento. Avviare i lavori prima della stipula del contratto di finanziamento comporta la non ammissibilità delle relative spese.
Il Bando Turismo Umbria 2026 richiede una progettazione tecnica accurata, la scelta corretta del regime di aiuto e una valutazione economico-finanziaria che regga il giudizio di Gepafin. RATIO Advisory affianca le PMI ricettive umbre in ogni fase: dalla verifica dei requisiti alla costruzione del dossier, dalla scelta del regime alla rendicontazione finale.
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