Cultura Cresce è la misura del Ministero della Cultura (PN Cultura 2021-2027, Azione 1.3.1) gestita da Invitalia per le imprese culturali e creative delle sette regioni del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Si rivolge a tre platee distinte: imprese costituite da oltre 5 anni (Capo A), nuove imprese costituite da meno di 5 anni o ancora da costituire (Capo B), imprese sociali, ETS, associazioni e fondazioni costituite da almeno 2 anni (Capo C). Filiere ammesse: musica, audiovisivo (inclusi videogiochi, software e multimedia), teatro e arti performative, patrimonio culturale, arti visive, architettura e design, letteratura ed editoria, moda e artigianato artistico. Attenzione al punto che conta in call: NON è un contributo a fondo perduto puro. L'agevolazione è una combinazione di finanziamento agevolato a tasso zero e fondo perduto, fino all'80% della spesa ammissibile, ma la quota effettivamente a fondo perduto arriva al massimo al 30% (Capi A e B) o al 40% (Capo C); il resto è un prestito da restituire in massimo 10 anni. I progetti ammissibili arrivano a 2,5 milioni di euro (Capi A e B) e a 500 mila euro (Capo C), con capitale circolante fino al 20% e opere murarie fino al 20%. Sono finanziabili anche programmi informatici e consulenze per software gestionali, siti web e piattaforme informatiche. Dotazione dell'avviso: 142,4 milioni di euro. Sportello aperto dal 10 dicembre 2025 fino a esaurimento risorse, con valutazione di merito, soglie minime e colloquio con Invitalia. In aggiunta, tutoraggio tecnico-gestionale del valore di 10.000 euro.
Cultura Cresce è la misura Invitalia del PN Cultura 2021-2027 (Azione 1.3.1) rivolta a imprese ed ETS delle filiere culturali e creative in sette regioni del Mezzogiorno. Offre fino all'80% della spesa ammissibile in forma combinata di finanziamento agevolato a tasso zero e fondo perduto, con progetti fino a 2,5 milioni di euro.
Cultura Cresce si rivolge esclusivamente a imprese ed ETS con sede nelle sette regioni del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
La misura è strutturata su tre platee distinte, corrispondenti a tre Capi dell'Avviso:
Sono ammesse le filiere culturali e creative: musica, audiovisivo (inclusi videogiochi, software e multimedia), teatro e arti performative, patrimonio culturale, arti visive, architettura e design, letteratura ed editoria, moda e artigianato artistico.
La forma di agevolazione è mista: non un contributo a fondo perduto puro, ma una combinazione di finanziamento agevolato a tasso zero e fondo perduto, fino all'80% della spesa ammissibile complessiva.
Le condizioni cambiano per Capo:
Un punto va chiarito subito, perché è spesso frainteso: la quota effettivamente a fondo perduto è al massimo il 30% (Capi A e B) o il 40% (Capo C). Il resto dell'agevolazione è un finanziamento da restituire in un periodo massimo di 10 anni, non un contributo a fondo perduto integrale.
I progetti finanziabili arrivano a 2,5 milioni di euro per i Capi A e B, e a 500 mila euro per il Capo C. Il capitale circolante e le opere murarie sono ammissibili ciascuno fino al 20% del progetto.
Le spese ammissibili comprendono macchinari, software, consulenza, immobili e capitale circolante. Sono espressamente finanziabili anche programmi informatici e consulenze per software gestionali, siti web e piattaforme informatiche.
In aggiunta all'agevolazione finanziaria, è previsto un tutoraggio tecnico-gestionale del valore di 10.000 euro.
La dotazione complessiva dell'avviso è di 142,4 milioni di euro.
Lo sportello è aperto dal 10 dicembre 2025 e resta attivo fino a esaurimento delle risorse disponibili. La valutazione prevede un esame di merito, il rispetto di soglie minime e un colloquio con Invitalia.
Per le modalità operative di presentazione della domanda, la documentazione richiesta e i canali previsti, occorre fare riferimento al disciplinare ufficiale pubblicato da Invitalia. RATIO Advisory può affiancare l'impresa nella verifica dei requisiti e nella strutturazione del progetto, prima di rivolgersi ai canali ufficiali dell'ente.
Cultura Cresce opera a sportello continuo: le risorse vengono assegnate man mano che arrivano domande valutate positivamente, fino a esaurimento della dotazione di 142,4 milioni di euro. Per le imprese culturali e creative del Mezzogiorno, la combinazione di finanziamento agevolato, fondo perduto fino al 30% o 40% e tutoraggio di 10.000 euro rappresenta una leva concreta per progetti di sviluppo, digitalizzazione (inclusi software gestionali, siti web e piattaforme informatiche) e consolidamento. Attendere significa esporsi al rischio di esaurimento risorse tipico degli sportelli continui.
No. L'agevolazione arriva fino all'80% della spesa ammissibile ma in forma combinata: la quota effettivamente a fondo perduto è al massimo il 30% (Capi A e B) o il 40% (Capo C). La parte restante è un finanziamento agevolato a tasso zero da restituire in massimo 10 anni.
Possono accedere imprese ed ETS delle filiere culturali e creative con sede in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. I requisiti dimensionali e di costituzione variano per Capo: oltre 5 anni per il Capo A, meno di 5 anni o ancora da costituire per il Capo B, almeno 2 anni per imprese sociali, ETS, associazioni e fondazioni del Capo C.
I progetti possono arrivare a 2,5 milioni di euro per i Capi A e B, e a 500 mila euro per il Capo C. A questo si aggiunge un tutoraggio tecnico-gestionale del valore di 10.000 euro.
RATIO Advisory affianca imprese ed ETS culturali e creativi del Mezzogiorno nella verifica dei requisiti, nella scelta del Capo più adatto e nella strutturazione del progetto per Cultura Cresce. Un'agevolazione combinata come questa richiede una pianificazione finanziaria attenta tra fondo perduto e prestito da restituire: RATIO Advisory supporta l'impresa in questa valutazione.
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