La Provincia autonoma di Bolzano (Ufficio Innovazione e tecnologia) concede un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese alle PMI altoatesine che vogliono tutelare le proprie innovazioni con brevetti e altri diritti di proprietà industriale. La misura è strutturale e a sportello continuo: nessuna scadenza, domanda presentabile in qualsiasi momento via PEC (bollo da 16 euro), prima dell'avvio del progetto. Sono ammissibili tre categorie di costi: quelli anteriori e relativi alla concessione del diritto nella prima giurisdizione (preparazione, deposito, istruttoria e rinnovo della domanda), i costi di traduzione ed estensione del titolo in altre giurisdizioni e quelli per difendere la validità del diritto in sede di istruttoria o nei procedimenti di opposizione, anche dopo la concessione. Attenzione: la registrazione di marchi è espressamente esclusa, come i costi interni dell'impresa, l'IVA detraibile e le spese di marketing. Beneficiarie sono micro, piccole e medie imprese in qualsiasi forma costituite, anche consorzi, cooperative e reti, con unità produttiva attiva in provincia di Bolzano e iscrizione al registro imprese della CCIAA di Bolzano; escluse grandi imprese, liberi professionisti e imprese in difficoltà. L'aiuto è concesso in esenzione ai sensi del regolamento (UE) 651/2014 ed è cumulabile nei limiti delle intensità massime GBER. Base giuridica: legge provinciale 14/2006; criteri vigenti approvati con delibera della Giunta provinciale n. 853/2025, in vigore dal 14 novembre 2025.
La Provincia Autonoma di Bolzano concede contributi a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili alle PMI altoatesine che intendono tutelare le proprie innovazioni con brevetti e altri diritti di proprietà industriale. Il bando è a sportello continuo: nessuna scadenza, domanda presentabile in qualsiasi momento, purché prima dell'avvio delle attività.
Possono accedere al contributo le micro, piccole e medie imprese ai sensi dell'Allegato I del Regolamento UE 651/2014, in qualsiasi forma giuridica costituite — società di capitali, società di persone, cooperative, consorzi e reti d'impresa.
I requisiti soggettivi essenziali sono:
Sono escluse le grandi imprese, i liberi professionisti (confermato dalle FAQ ufficiali myCIVIS) e le sedi secondarie o unità locali prive di dipendenti o di attività continuativa in provincia.
Non è prevista alcuna restrizione per settore merceologico nei criteri vigenti (DGP 853/2025): il testo non contiene liste di codici ATECO esclusi né rinvii settoriali espliciti, fatta salva la disciplina generale del Regolamento GBER.
Il contributo è erogato come fondo perduto in regime di esenzione ai sensi del Regolamento (UE) 651/2014 (GBER).
Intensità massima: fino al 50% delle spese ammissibili, sia per le piccole sia per le medie imprese. Si tratta di un tetto, non di una percentuale garantita: l'importo effettivo dipende dalla valutazione tecnica, qualitativa e finanziaria del progetto (art. 23 c.3 lett. b dei criteri) e dalla disponibilità di risorse (clausola di salvaguardia finanziaria, art. 33). I criteri non fissano alcun massimale in euro.
Spese ammissibili (art. 11 c.2 DGP 853/2025):
Spese non ammissibili (art. 11 c.3 e art. 16 c.1):
Un chiarimento importante per chi pianifica: il mandatario brevettuale e i consulenti IP specializzati rientrano tra i costi finanziabili; le attività svolte internamente all'azienda no.
La procedura è interamente telematica. La domanda si presenta tramite PEC al competente Ufficio Innovazione e tecnologia della Provincia Autonoma di Bolzano, utilizzando la piattaforma myCIVIS. È richiesto un bollo da 16 euro.
Condizione essenziale: la domanda deve essere inviata e protocollata prima dell'avvio delle attività (effetto incentivante ai sensi dell'art. 6 GBER). Qualsiasi spesa sostenuta prima della presentazione della domanda è inammissibile.
Il dossier da allegare comprende (art. 5 c.2 dei criteri):
Data la presenza di una valutazione sostanziale dei contenuti tecnici (art. 23 c.3 lett. b) con parere di esperti (art. 23 c.4), la qualità del dossier ha un impatto diretto sull'importo concesso. Non si tratta di un incentivo automatico: un dossier strutturato correttamente può fare la differenza tra il tetto massimo del 50% e un'intensità inferiore.
In RATIO Advisory affianchiamo le PMI nella costruzione del dossier tecnico-finanziario, dalla mappatura delle spese eleggibili alla predisposizione della documentazione richiesta.
Lo sportello è continuo e non esiste una data di chiusura programmata. Questo può indurre a rimandare — ed è esattamente il rischio principale. La clausola sull'effetto incentivante è categorica: chi avvia i lavori prima di presentare la domanda perde il diritto al contributo, senza eccezioni. Inoltre, la clausola di salvaguardia finanziaria (art. 33) prevede che le risorse disponibili possano determinare riduzioni dell'intensità di aiuto: chi presenta prima ha maggiori margini. Se stai valutando una procedura brevettuale o un'estensione internazionale di un titolo esistente, strutturare il dossier adesso — prima di firmare qualsiasi incarico con il mandatario — è l'unica mossa che mantiene aperta l'opzione del contributo.
No. L'art. 11 c.3 lett. a dei criteri esclude espressamente i costi relativi alla registrazione di marchi. Il bando copre brevetti e altri diritti di proprietà industriale (ad esempio modelli di utilità, disegni industriali), ma non i marchi. Questa esclusione è ribadita anche all'art. 16 c.1 lett. d. Il titolo del record amministrativo — che menziona "brevetti/marchi" — è in questo senso fuorviante rispetto al testo normativo effettivo.
Sì, a condizione che abbia una unità produttiva attiva in provincia di Bolzano e sia iscritta come impresa attiva nel registro imprese della CCIAA di Bolzano. Non è sufficiente una sede secondaria o un'unità locale priva di dipendenti o di attività continuativa in provincia (art. 3 dei criteri).
Sì, l'aiuto è cumulabile con altri contributi pubblici nei limiti delle intensità massime previste dal Regolamento GBER. L'intensità complessiva degli aiuti ricevuti per le stesse spese ammissibili non può superare il tetto fissato dalle norme europee applicabili. RATIO Advisory verifica sistematicamente la compatibilità di cumulo nelle proprie analisi di fattibilità, per evitare rimborsi o decadenze in sede di controllo.
Questo bando richiede una pianificazione anticipata e un dossier tecnico solido. RATIO Advisory supporta le PMI italiane nella valutazione di accessibilità, nella costruzione del piano costi e nella redazione della documentazione per bandi a valutazione come questo.
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