Il Nuovo Piano Transizione 5.0 — Iperammortamento è la misura fiscale 2026-2028 con cui il Governo premia le imprese che investono nella trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi. È aperta a tutte le imprese con sede in Italia, senza limiti di settore, dimensione o forma giuridica: dalla micro impresa alla grande azienda. Cosa copre: l'acquisto di beni materiali e immateriali strumentali nuovi (macchinari, hardware e software interconnessi ai sistemi di gestione della produzione, secondo gli Allegati IV e V della L. 199/2025) e gli impianti per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo, compresi i sistemi di accumulo. Come funziona: non è un contributo a fondo perduto né un credito d'imposta da compensare in F24, ma una maggiorazione del costo deducibile ai fini delle imposte sui redditi — un risparmio fiscale spalmato sugli ammortamenti. La maggiorazione è del 180% sugli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% tra 2,5 e 10 milioni, del 50% tra 10 e 20 milioni. Si accede con una comunicazione preventiva sulla piattaforma GSE (aperta dal 12 giugno 2026), seguita da una conferma entro 60 giorni con acconto di almeno il 20% e da una comunicazione di completamento entro il 15 novembre 2028; servono perizia tecnica asseverata e certificazione contabile. Investimenti ammessi fino al 30 settembre 2028. Non è un click-day: non c'è una graduatoria né un fondo che si esaurisce. Perché è interessante: è oggi lo strumento più potente per chi sta digitalizzando la produzione, accessibile a chiunque produca o trasformi, indipendentemente dal regime fiscale — e vale anche per macchinari e software di origine extra-UE, dopo che il vincolo "Made in EU" è stato abrogato nel marzo 2026. L'urgenza non è la corsa al click, ma la sequenza: la conferma va inviata entro 60 giorni dall'ok del GSE con un acconto già pagato di almeno il 20%, quindi vanno preparate per tempo perizia e documentazione. Attenzione a due condizioni di accesso spesso trascurate: DURC regolare e assenza di procedure concorsuali.
Il Nuovo Piano Transizione 5.0 — Iperammortamento è la misura fiscale introdotta dalla L. 199/2025 (commi 427-436) per le imprese che investono nella trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi. È aperta a tutte le imprese con sede in Italia, senza limiti di settore, dimensione o forma giuridica, con una finestra di investimento dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
La misura non prevede alcun requisito dimensionale: possono accedere micro, piccole, medie e grandi imprese. Non esistono ATECO esclusi: il MIMIT ha confermato l'apertura "a prescindere dal settore economico". L'unico discrimine soggettivo è la titolarità di reddito d'impresa: i liberi professionisti e i lavoratori autonomi non costituiti in forma d'impresa sono esclusi.
Prima di procedere è necessario verificare due condizioni spesso trascurate:
L'istruttoria di RATIO Advisory parte sempre da questi prerequisiti: una comunicazione GSE inviata da un'impresa non in regola è destinata a non produrre effetti.
Il Piano Transizione 5.0 — Iperammortamento non è un contributo a fondo perduto né un credito d'imposta compensabile in F24. È una maggiorazione del costo di acquisizione deducibile ai fini delle sole imposte sui redditi (IRES o IRPEF): il beneficio si manifesta come risparmio fiscale spalmato lungo la vita utile del bene ammortizzabile, ed è proporzionale all'aliquota fiscale effettiva dell'impresa.
Le aliquote di maggiorazione sono le seguenti:
| Investimento agevolabile | Maggiorazione |
|---|---|
| Fino a 2.500.000 € | 180% |
| Da 2.500.001 € a 10.000.000 € | 100% |
| Da 10.000.001 € a 20.000.000 € | 50% |
Il tetto è di 20 milioni di euro di investimento agevolabile per anno per impresa. Si tratta di un tetto sull'investimento, non di un contributo massimo erogato.
Sono ammissibili:
Un aggiornamento rilevante: il DL 38/2026 (conv. L. 88/2026), art. 7, ha soppresso con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026 il requisito "Made in EU". I beni di origine extra-UE sono oggi pienamente agevolabili. Molte fonti secondarie e aggregatori non hanno ancora recepito questa modifica: verificare sempre sul testo in Gazzetta Ufficiale.
Sul cumulo: la misura è cumulabile con altre agevolazioni nazionali o europee sui medesimi costi, a condizione che non si coprano le medesime quote di spesa e che non si superi il costo sostenuto. La base di calcolo va assunta al netto di altre sovvenzioni. È invece incompatibile con la misura di cui all'art. 1 c. 446 L. 207/2024.
La procedura non è un click-day. Non esiste una graduatoria né un fondo che si esaurisce: si tratta di una misura automatica ad accesso per comunicazione.
La sequenza procedurale è la seguente:
Sono obbligatorie sia la perizia tecnica asseverata sia la certificazione contabile. Entrambe vanno predisposte prima della comunicazione di completamento: iniziare a raccogliere la documentazione tecnica contestualmente all'ordine del bene è la prassi consigliata da RATIO Advisory.
La scadenza per gli investimenti è il 30 settembre 2028: non è imminente. L'urgenza reale è procedurale. Il passaggio critico è il secondo: la conferma va inviata entro 60 giorni dall'ok del GSE, con un acconto già pagato. Un'impresa che pianifica l'acquisto senza aver preparato per tempo la documentazione tecnica e i contratti con i fornitori rischia di non rispettare la finestra dei 60 giorni, vanificando l'agevolazione. Il Nuovo Piano Transizione 5.0 è oggi lo strumento fiscale più potente per chi sta digitalizzando i propri processi produttivi: vale per qualsiasi dimensione d'impresa, qualsiasi settore, qualsiasi regime fiscale. Agire in anticipo significa strutturare correttamente la sequenza, non rincorrere una scadenza.
No. L'iperammortamento del Piano Transizione 5.0 è una maggiorazione del costo deducibile ai fini delle imposte sui redditi: non genera un credito compensabile in F24, non compare come voce attiva in contabilità. Il beneficio si traduce in un minor imponibile IRES o IRPEF lungo il piano di ammortamento del bene. Il beneficio concreto dipende dall'aliquota fiscale effettiva dell'impresa.
Sì, ma con un effetto differito. Se l'impresa non ha reddito imponibile nell'esercizio, la maggiorazione genera una perdita fiscale maggiore, riportabile negli esercizi successivi secondo le regole ordinarie. Il beneficio non si perde, ma si rinvia. È un aspetto da valutare con attenzione nella pianificazione finanziaria: il team di RATIO Advisory lo include sempre nell'analisi di convenienza.
Sì, pienamente. Il DL 38/2026 (convertito con L. 88/2026), art. 7, ha abrogato con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026 il requisito che limitava l'agevolazione ai beni prodotti in Stati UE o SEE. L'unico vincolo territoriale residuo riguarda i moduli fotovoltaici per la componente FER (art. 12 c.1 lett. b/c DL 181/2023).
Verificare l'ammissibilità del bene, costruire la sequenza documentale e coordinare perizia asseverata e certificazione contabile sono passaggi che richiedono metodo, non improvvisazione.
RATIO Advisory supporta le imprese italiane nell'accesso alla finanza agevolata: dall'analisi di ammissibilità alla gestione della pratica fino al completamento. Se stai pianificando un investimento in beni tecnologici o digitali, il momento giusto per strutturare il dossier è adesso.
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