Studi di fattibilità per l'innovazione — Bolzano

La Provincia Autonoma di Bolzano finanzia gli studi di fattibilità per l'innovazione, cioè le analisi preliminari che valutano il potenziale tecnico ed economico di un progetto di ricerca o innovazione prima di avviarlo: punti di forza e di debolezza, opportunità, rischi e risorse necessarie. È lo strumento ideale per ridurre il rischio di un investimento importante: si studia prima, con un contributo pubblico molto alto, e si decide poi con dati alla mano. Il contributo a fondo perduto copre fino al 65% dei costi dello studio per le piccole e micro imprese, fino al 60% per le medie e fino al 50% per le grandi: sono tetti massimi previsti dall'art. 7, comma 7 dei Criteri, non percentuali garantite. I costi ammissibili arrivano a 60.000 euro per studio per le PMI e a 100.000 euro per le grandi imprese. Sono ammessi i costi dei consulenti esterni, il personale interno a tariffe standard e le spese generali forfettarie fino al 20%. Possono accedervi le imprese di qualunque forma giuridica con unità produttiva in provincia di Bolzano, iscritte e attive alla Camera di Commercio di Bolzano. La misura opera in esenzione GBER (Reg. UE 651/2014) ed è a sportello continuo: nessuna scadenza, domanda telematica tramite la piattaforma myCIVIS, da presentare prima dell'avvio dei lavori. I Criteri sono vigenti dal 14 novembre 2025 (Delibera 853/2025, modificata dalla Delibera 149/2026, che non incide sull'articolo 7). È la misura propedeutica ideale prima di un progetto di ricerca e sviluppo più ampio, finanziabile con la misura gemella su ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Ente erogatoreProvincia Autonoma di Bolzano
ScadenzaSportello continuo
Dotazione finanziariaNon specificata: misura strutturale LP 14/2006 finanziata nei limiti degli stanziamenti del bilancio provinciale (clausola di salvaguardia finanziaria, art. 33 Criteri: possibile riduzione dell'aiuto o archiviazione d'ufficio delle domande se i fondi non bastano).
Agevolazione massima€ 100.000
BeneficiariPMI e grandi imprese, in qualsiasi forma costituite, con unità produttiva in provincia di Bolzano, iscritte e ATTIVE nel registro delle imprese della CCIAA di Bolzano; ammessi anche consorzi/società consortili (anche cooperative), ATI/ATS, reti di imprese e imprese in collaborazione con organismi di ricerca (art. 3 Criteri). Escluse: imprese in difficoltà (definizione UE), soggetti in scioglimento/liquidazione volontaria o procedure concorsuali, sedi secondarie/unità locali senza dipendenti né attività continuativa in provincia. Obbligo: mantenere l'unità produttiva attiva per almeno 4 anni dalla concessione.
RegioneTrentino-Alto Adige
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Bando Studi di fattibilità per l'innovazione — Bolzano

Il bando "Studi di fattibilità per l'innovazione" della Provincia Autonoma di Bolzano eroga contributi a fondo perduto fino al 65% dei costi per le piccole e micro imprese che vogliono analizzare la fattibilità tecnica ed economica di un progetto innovativo prima di avviarlo. Si rivolge a PMI e grandi imprese con unità produttiva in provincia di Bolzano, senza scadenza fissa.

A chi è rivolto

Possono accedere alla misura le imprese che rispettano tutti i requisiti seguenti:

  • PMI o grandi imprese, in qualsiasi forma giuridica costituita
  • Iscritte e attive nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Bolzano
  • Con unità produttiva operativa in provincia di Bolzano
  • Obbligo di mantenere l'unità produttiva attiva per almeno 4 anni dalla concessione

Sono ammesse anche forme aggregate:

  • Consorzi e società consortili (incluse le cooperative)
  • ATI e ATS
  • Reti di imprese
  • Imprese in collaborazione con organismi di ricerca

Sono invece escluse le imprese in difficoltà ai sensi della definizione UE, i soggetti in scioglimento, liquidazione volontaria o procedure concorsuali e le sedi secondarie o unità locali prive di dipendenti e di attività continuativa in provincia.

Riguardo ai settori ammissibili, i Criteri attuativi (Delibera della Giunta Provinciale 853/2025) non indicano esplicite esclusioni per ATECO. Per le imprese del settore agricolo primario è consigliabile una verifica puntuale sulla scheda myCIVIS aggiornata prima di presentare domanda: RATIO Advisory può supportarti in questa valutazione preliminare.

Cosa finanzia

Il bando copre i costi degli studi di fattibilità per l'innovazione, ovvero le analisi preliminari che valutano il potenziale tecnico ed economico di un progetto di ricerca o innovazione: punti di forza e di debolezza, opportunità, rischi e risorse necessarie.

Intensità e massimali di contributo

Dimensione aziendaleTetto costi ammissibili per studioIntensità massimaAiuto massimo teorico
Piccola / micro impresa60.000 €fino al 65%39.000 €
Media impresa60.000 €fino al 60%36.000 €
Grande impresa100.000 €fino al 50%50.000 €

⚠️ Le percentuali indicate sono tetti massimi previsti dall'art. 7, comma 7 dei Criteri, non percentuali garantite. L'intensità effettiva viene determinata in sede di concessione. Il valore di 100.000 € è il tetto di costo ammissibile per le grandi imprese, non il contributo erogabile.

Spese ammissibili

Rientrano tra i costi ammissibili:

  • Consulenze e servizi esterni ai valori di mercato
  • Personale interno a tariffe standard (esclusi titolari e soci)
  • Spese generali in forfait fino al 20% dei costi di personale

La misura opera in esenzione GBER ai sensi del Regolamento UE 651/2014 ed è propedeutica al bando gemello su ricerca industriale e sviluppo sperimentale: uno studio di fattibilità finanziato oggi può diventare la base documentale per un progetto R&S più ampio domani.

Come presentare domanda

La domanda si presenta esclusivamente in via telematica tramite la piattaforma myCIVIS della Provincia Autonoma di Bolzano. La procedura prevede:

  1. Registrazione o accesso alla piattaforma myCIVIS
  2. Compilazione del modulo di domanda con i dati del progetto di studio
  3. Allegazione della documentazione tecnica ed economica richiesta
  4. Pagamento del bollo di 16 €
  5. Invio telematico prima dell'avvio dei lavori

Regola fondamentale: la domanda deve essere presentata e protocollata prima che le attività dello studio abbiano inizio. Avviare i lavori prima della domanda comporta l'inammissibilità automatica. Non esistono finestre temporali o scadenze: il bando è a sportello continuo, attivo dalla pubblicazione della Delibera 853/2025 (14 novembre 2025).

I Criteri attuativi sono la Delibera della Giunta Provinciale n. 853 del 24 ottobre 2025, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 46 del 13 novembre 2025, Supplemento 2, modificata dalla Delibera 149/2026 che non incide sull'articolo 7.

Perché candidarsi ora

Lo sportello continuo non significa che il tempo non conti. Ogni giorno di attesa senza domanda protocollata è un giorno in cui non puoi avviare i lavori a spese coperte. In più, questa misura è la porta d'ingresso naturale per i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finanziabili con il bando gemello: costruire oggi un dossier solido sullo studio di fattibilità significa avere dati, analisi e documentazione pronti per la fase successiva. Un contributo fino a 39.000 € per una PMI, ottenuto prima di spendere un euro in un progetto che potrebbe non reggere all'analisi, è uno degli strumenti di risk management più sottovalutati della finanza agevolata italiana.

Domande frequenti

Posso presentare domanda se ho già avviato le attività di studio?

No. L'art. 5 dei Criteri stabilisce esplicitamente che la domanda deve essere presentata prima dell'avvio dei lavori. Se le attività sono già iniziate, il progetto non è ammissibile a questo bando. La regola vale senza eccezioni, indipendentemente dalla dimensione aziendale o dall'importo richiesto.

Il contributo del 65% è garantito per tutte le piccole imprese?

No. Il 65% è l'intensità massima consentita dall'art. 7, comma 7 dei Criteri per le piccole e micro imprese. Si tratta di un tetto, non di una percentuale automatica: l'intensità effettiva viene determinata in sede di concessione sulla base della valutazione del progetto. Presentare un dossier tecnico e finanziario solido influisce direttamente sull'esito.

Cosa succede se la mia unità produttiva chiude prima dei 4 anni dalla concessione?

I Criteri prevedono l'obbligo di mantenere l'unità produttiva attiva in provincia di Bolzano per almeno 4 anni dalla data di concessione del contributo. Il mancato rispetto di questo obbligo può comportare la revoca parziale o totale del contributo e l'obbligo di restituzione delle somme percepite, con eventuali interessi. Prima di presentare domanda è opportuno valutare la solidità del piano industriale per l'orizzonte temporale richiesto.

Hai bisogno di supporto

RATIO Advisory affianca PMI e grandi imprese nell'accesso alla finanza agevolata: dall'analisi preliminare di ammissibilità alla redazione del dossier tecnico-finanziario, fino al monitoraggio rendicontativo. Per il bando Studi di fattibilità per l'innovazione di Bolzano, supportiamo le imprese nella strutturazione dello studio, nella quantificazione dei costi ammissibili e nella presentazione della domanda su myCIVIS.

Ricorda: la domanda deve precedere i lavori. Più aspetti, più rischi di perdere il diritto al contributo.

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