Fiscalita impresa

Investire in startup e PMI innovative: detrazioni fiscali fino al 65%

Chi investe nel capitale di una startup innovativa può detrarre dalle proprie imposte fino al 65% di quanto versa (regime de minimis) o il 30% in regime ordinario. Per le PMI innovative resta il 30%: il de minimis è cessato a fine 2024. Valgono tetti, un vincolo di mantenimento di tre anni e precise condizioni.

July 7, 2026

Quanto si può detrarre investendo in una startup innovativa?

Chi investe nel capitale di una startup innovativa può portare in detrazione IRPEF fino al 65% della somma investita in regime de minimis, oppure il 30% in regime ordinario (detrazione IRPEF o deduzione IRES). I due regimi sono alternativi sullo stesso investimento [1][2].

Il 65% si applica dal 1° gennaio 2025 (L. 193/2024, art. 31) alle sole startup innovative, fino al terzo anno di iscrizione, su un investimento massimo di 100.000 euro l'anno da mantenere per almeno tre anni [1][3]. Il 30% ordinario non ha quel tetto ma segue le condizioni generali sugli aiuti di Stato (regime GBER) e vale fino a cinque anni dall'iscrizione [2].

E per chi investe in una PMI innovativa?

Per le PMI innovative resta oggi solo la detrazione ordinaria del 30%. La detrazione de minimis del 50% è cessata il 31 dicembre 2024 e non è stata rinnovata [3].

È un equivoco frequente: molte fonti estendono il nuovo 65% anche alle PMI innovative, ma la legge lo riserva alle sole startup. Per le PMI innovative, dal 2025, l'unico incentivo agli investitori è il 30% ordinario [3].

Come funziona con un esempio concreto?

Con il regime de minimis al 65%, un investimento di 100.000 euro in una startup innovativa genera una detrazione IRPEF di 65.000 euro. Con il 30% ordinario, la stessa cifra darebbe 30.000 euro [1][2].

Se la detrazione supera l'imposta lorda dovuta nell'anno, l'eccedenza non va persa: si trasforma in credito d'imposta utilizzabile nei periodi successivi (L. 162/2024, legge Centemero) [5]. È una tutela importante per gli investitori con capienza fiscale limitata.

Quali condizioni e limiti bisogna rispettare?

L'investimento va mantenuto per almeno tre anni, pena la decadenza del beneficio. Inoltre non deve generare una partecipazione qualificata superiore al 25% e l'investitore non può essere anche un fornitore rilevante della società [1][3].

In dettaglio: la detrazione non spetta se l'investimento porta a superare il 25% del capitale o dei diritti di governance, né se l'investitore fornisce alla società servizi per oltre il 25% dell'investimento stesso (L. 193/2024, art. 31) [3]. Il regime de minimis, inoltre, consuma il plafond di 300.000 euro in tre anni dell'impresa che riceve l'investimento [4].

Come si ottiene concretamente la detrazione?

La startup o PMI attesta di non superare il proprio plafond de minimis nel triennio; la procedura passa dalla piattaforma del MIMIT, che rilascia una certificazione (codice COR). L'investitore conserva la documentazione e porta la detrazione in dichiarazione [4].

La scelta tra 65% de minimis e 30% ordinario va fatta caso per caso, valutando la capienza fiscale, il plafond disponibile e l'orizzonte dell'investimento. Le regole generali su de minimis e aiuti di Stato sono spiegate nella guida dedicata agli aiuti di Stato.

Guida a cura di Riccardo Rocchi per RATIO Advisory. Analisi basata sulle fonti normative primarie; ogni caso va verificato sulla situazione specifica dell'impresa.

Fonti principali: [1] D.L. 179/2012, art. 29-bis (de minimis startup); [2] D.L. 179/2012, art. 29 (regime ordinario); [3] L. 193/2024, art. 31 (riforma 2024-25); [4] Reg. (UE) 2023/2831 e MIMIT — incentivi de minimis; [5] L. 162/2024, art. 2 (legge Centemero).

Scritto da
Riccardo Rocchi

Imprenditore digitale AI-native, fondatore di Rayer Group. Costruisce sistemi multi-agente per la finanza agevolata delle PMI.